Secondo l’immaginario collettivo il caffè espresso è italiano al 100 %, la maggioranza degli italiani infatti comincia la propria giornata con un bel caffè espresso bevuto a casa o al bar.

Al caffè espresso non sono legati solo il gusto e l’effetto benefico che apporta al nostro organismo, ma sono annessi ad esso tantissimi altri significati, anche sociali.

Difatti, bere un buon caffè espresso in compagnia è un modo per scambiare quattro chiacchiere tra amici e approfittare di una pausa, di un po’ di relax. Ma quali sono le origini dell’espresso, perché lo chiamiamo così?

Perché si chiama “caffè espresso”

Il caffè espresso è nato in Italia agli inizi del 900 e si è poi diffuso negli altri Paesi europei ed extra europei.

Il suo nome è dovuto al fatto che fosse una bevanda molto forte e densa, amara ottenuta da un’infusione sotto pressione, come ancora oggi accade con la moka, preparata in maniera molto celere, ottenendo un caffè in pochi minuti.

Quindi è dalla velocità della preparazione che nasce il nome espresso.  In altri paesi però, specialmente quelli anglosassoni, si pensa che il caffè espresso è chiamato così per l’infusione sotto pressione.

La diffusione del caffè espresso

Agli inizi del secolo scorso, in seguito all’urbanizzazione, l’espresso iniziò a diffondersi in tutte le grandi città e tra tutte le classi sociali. Come conseguenza di ciò iniziarono ad aprire i primi bar dove il rito del caffè iniziava a prendere piede e a diffondersi sempre di più.

E’ da qui che il caffè espresso è diventato anche un momento di socializzazione e si è poi diffuso in tutto il mondo grazie all’emigrazione e in seguito anche grazie al turismo.

Il caffè espresso continua ad essere un simbolo made in italy, poiché nel resto del mondo la preparazione del caffè è completamente diversa.

 

 

 

 

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