Il caffè d’orzo è una bevanda che ben sostituisce un caffè grazie alle sue diverse proprietà salubri per il nostro organismo. Ad esempio il caffè d’orzo è l’ideale per chi ha bisogno di purificare i reni grazie alla presenza di silicio, ma è ottimo anche per la cura della cistite e delle infiammazioni intestinali.

Ma come si prepara il caffè d’orzo? Se volessimo partire dalla tostatura dell’orzo dovremmo seguire un processo ben preciso per la preparazione di questa bevanda, vediamo quindi come fare.

Come fare il caffè d’orzo: le fasi per la preparazione

Caffè d’orzo: la tostatura

Il primo step per ottenere un buon caffè d’orzo è la tostatura, per la quale, è necessario il tostacaffè. I migliori strumenti per la tostatura risalgono all’epoca contadina e riuscivano a dare il seme tostato al punto giusto, né crudo ma neanche bruciato. Ovviamente anche oggi si trovano in commercio, anche se sono un prodotto di nicchia ma a mali estremi i semi possono essere tostati in padella ma non devono mai stare a contatto diretto con la fiamma, altrimenti si rischia che si brucino.

La macinatura del caffè d’orzo

Quando i chicchi sono ben tostati vanno tolti dal fuoco e fatti raffreddare. Appena freddi vanno messi nel macinacaffè, macinati fino ad ottenere una polvere che va poi conservata in un barattolo di vetro a chiusura ermetica.

Fare il caffè d’orzo con la moka

Ottenuta la polvere di caffè d’orzo si può procedere nel caricare la moka come se stessimo preparando un normale caffè; bisogna fare attenzione però, è importante mettere sempre una quantità minore di caffè d’orzo nel filtro rispetto a quella che solitamente utilizziamo per preparare un caffè normale.

Infatti, l’orzo ha una diversa composizione ed esercita maggiore pressione. Quindi,  per una moka da 3 tazze sono sufficienti 3- 4 cucchiaini di polvere di caffè d’orzo per ottenere un ottimo caffè che, naturalemente, può essere dolcificato secondo i propri gusti prima di berlo.
 

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